diary

Un giorno un amico mi chiese: “ma perchè lo fai? Chi te lo fa fare a fare tutti questi km, tutte queste salite mentre te ne puoi stare comodamente seduto su un divano?!”. Preso dalla mia solita impazienza di spiegare le cose, mi resi conto di non avergli dato risposte esaurienti! Poi arrivò un giorno in cui ero su una montagna, quota 2000 mt, l’aria iniziava ad essere rarefatta ed il freddo entrava nelle narici ghiacciandole, intorno a me il silenzio ovattato della neve racchiudeva tutti i miei pensieri che erano liberi di ballonzolare nella mia mente senza che nessuno li potesse disturbare. Il respiro dava il tempo alle pedalate che in quel giorno sembrava mi volessero portare non solo verso la cima ma ancor più in alto, chissà in quale posto! Fu allora che guardai il cielo senza una nuvola, con un'aquila che dall’alto sorvegliava quel momento, quasi a volermi proteggere da chi per sbaglio avrebbe potuto infilarsi in quel attimo che stavo per vivere. Oltre quell’animale meraviglioso, stampato nel blu, che solo lassù puoi trovare, il volto di un mio CARO che disse: “Beh sei riuscito a venirmi a trovare!" I due chilometri finali furono spremuta di gioia e lacrime. Mi fermai sul piazzale in cima! Guardai tutto intorno a me e rimasi nel silenzio per una decina di minuti per continuare a sentire quel piacere di una mano paterna sulla spalla! Dopo di che tornai verso valle. Quasi sembrava di atterrare su di un altro pianeta. Iniziai a vedere persone con il cellulare che strillavano in preda a chissà quale rancore, gente che suonava il clacson, un formicolio insignificante, isterico, comandato da chissà quale mistero. Il giorno dopo vidi quell’amico tanto curioso della mia insana follia e gli dissi: “Sai.. ho trovato la risposta..” E lui: “E sarebbe…?” Io guardandolo con tutta la gioia possibile da far uscire da uno sguardo, gli dissi: “LO FACCIO PERCHE’ SONO UN UOMO FORTUNATO E SPERO CHE UN GIORNO TU POSSA AVERE QUESTA FORTUNA PER AVERE LA GIOIA DI NON ESSERE CAPITO!”

Emiliano Cantagallo

 

 …. Noi siamo i pazzi… E sì! Perché noi la mattina ci alziamo “con il sorriso” per prepararci alla chetichella mentre ci gustiamo una colazione faraonica nel silenzio della casa che dorme! Siamo folli!!! Perché ci piace andare a far sibilare le nostre ruote in mezzo al silenzio di una strada ancora deserta delle sue autovetture, orfane dei loro proprietari isterici, intenti a ricaricare le pile per passare un’altra delle loro folli giornate composte da fumo, stress e rabbia, verso chissà chi!? Eh già! Siamo gli svitati che si possono trovare in solitudine a più di 2000 mt di quota sorvolati da qualche rapace che, con un volo planato, sorveglia la nostra gioia montare metro dopo metro! Eppure noi siamo quelli che… non si capiscono!!! Siamo i “tutti scemi” che conducono una vita SANA senza bere nè fumare! Mah.. come faremo a vivere così? In questo mondo che solo noi abbiamo il tempo di osservare ed ascoltare facendoci compagnia per centinaia di km! E’ vero… NOI NON STIAMO BENE!!! Perché spendiamo 8.000 euro per una bici che: non consuma… non inquina... non crea traffico… !!! Eppure sicuramente ci dovremo far vedere da un dottore… ! Eh sì! Perché il nostro respiro non è normale… il nostro respiro è una lenta melodia che ascoltiamo ogni giorno innamorandoci di lui al punto da mandarlo a ritmo dei nostri pedali! Il tutto in un silenzio dove troviamo noi stessi… In una fredda mattinata di Gennaio… od una fresca alba di Agosto! Sopra una vetta di una montagna... Sopra una collina del Chianti… Davanti ad un mare che sbuffa per non riuscire a fare un onda per quanto è calmo al primo mattino... Beh… Se tutto questo ritrae una persona che non sta bene psicologicamente… Forse una domandina sullo stato psicologico delle persone alle quali vengono questi dubbi me la farei ☺.. Un abbraccio un milione di km a tutti. 

Emiliano Cantagallo

 

Un ciclista che non crede nei propri mezzi e nella propria testa è un atleta "mai nato"! Uno che lo fa è colui che arriverà talmente vicino alla propria essenza da poterla carezzare ed amare nei momenti più terribili della sua esperienza sportiva chiamati... SALITE ! 

Emiliano Cantagallo